Facebook sta elaborando una Intelligenza Artificiale contro i post stupidi

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Ho sempre trovato strana la tendenza di alcuni utenti Facebook a condividere compulsivamente (quindi troppo e male) aspetti e momenti imbarazzanti della propria vita.

Talvolta questi post nascono da momentanei stati di alterazione (da alcool o altro) , che sebbene passeggeri , una volta sobri, si vorrebbe non aver mai scritto e che verranno comunque letti, secondo la infallibile legge di Murphy, da datori di lavoro e affini, da parenti, da donne/uomini che state cercando di conquistare (e che non vi degneranno più di attenzione), ed altre persone che non dovrebbero mai vedere tutto ciò .

In quella che sembra una mossa a protezione dell’ utente da sè stesso, Wired riporta che Facebook vuole applicare le più recenti tecniche di Intelligenza Artificiale(che da adesso chiameremo IA) per aiutarvi a non sembrare degli idioti.

L’ idea è quella di usare la IA per rilevare segni di comportamento non sobrio e di avvertire l’ utente prima della pubblicazione di post di cui potrebbe pentirsi.

Sarà un’ idea gradita? È difficile da dire perché , insieme al consiglio (comunque non desiderato), avremo la certezza che Facebook saprà, con una discreta dose di precisione, quando l’ utente ha bevuto o assunto sostanze e con quale frequenza lo fa.

Al di là del fatto che per alcuni utenti questa funzione sarebbe davvero un toccasana, la conoscenza che Facebook potrebbe avere dal monitoraggio della bacheca da parte della IA sarebbe enorme e potrebbe diventare incredibilmente invasivo. 

Quanto tempo ci vorrà perché la IA di Facebook Cominci ad avvisarci su altri aspetti dei nostri post come ad esempio grammatica sbagliata, espressioni volgari, scelte di brand scadenti, brutti tagli di capelli o scollature eccessive?

Non è un pochino inquietante? Bisogna considerare anche la moltitudine di informazioni dedotte, intuite attraverso le tecniche di IA. 

Quando queste informazioni verranno aggregate ed analizzate è chiaro che Facebook sarà in grado di determinare conclusioni piuttosto approfondite su di voi; quali sono le persone a cui tenete realmente o con chi avete maggiori affinità , con chi avete comportamenti ipocriti e in che modo, quante volte siete”alterati”, quanti e quali comportamenti rischiosi assumete ed in quali situazioni, il loro impatto sulla vostra salute e come si evolvono nel tempo… la lista è praticamente interminabile.

In realtà i nostri comportamenti quasi sicuramente vengono già analizzati a fondo da tempo. L’ elemento nuovo è la IA, che potrebbe quindi intervenire sui nostri post (spero solo su quelli).

Come potrebbero essere usate queste informazioni in alternativa alla targetizzazione pubblicitaria?

Ricordate quel polverone che si alzò quando si ipotizzó che Facebook avesse manipolato lo stato d’ animo degli utenti mostrando loro soltanto determinati post? Ecco, se amplifichiamo gli effetti di un fenomeno come questo con una IA che si adatta autonomamente allo scopo di manipolare la percezione dell’ utente otteniamo un sistema molto potente, nel bene e nel male.

Per ipotesi, le intuizioni della IA potrebbero essere usate ad esempio per ricattare gli utenti scoperti ad avere comportamenti inaccettabili o illegali.

Questi comportamenti da parte della IA, ma in realtà dettati dalla scarsa conoscenza di come funziona davvero il cervello umano, potrebbero essere autonomamente messi in atto dalla IA nel perseguimento di un “successo” sempre maggiore.

Facciamo un esempio: immaginiamo che la IA fa i suoi calcoli,  cerca modelli, e prova strategie di coinvolgimento. 

Così magari, non sapendo davvero come si comportano gli umani, crea una categoria di utenti che tradisce la sua metà e reputa corretto far comparire al partner ufficiale annunci di compagnie investigative o strumenti per spiare. 

Questo è solo un esempio, ma mette in luce la differenza fra la “intelligenza” umana e quella artificiale. 

Stabilire come si evolveranno questi “comportamenti ” nel lungo termine ovviamente è impossibile, ma non è altrettanto impossibile pensare che determinate condotte umane, considerate inaccettabili o illegali, verrebbero comunque utilizzate per campagne pubblicitarie o peggio manipolate allo scopo di indirizzare inconsapevolmente scelte, fede politica, e chissà cos’ altro… il potenziale è enorme, virtualmente infinito.


Naturalmente Facebook non è affatto solo in questa frontiera: Google, Microsoft, Amazon. I Big Data hanno non solo l’ interesse a farlo, ma anche i mezzi per renderlo realtà .

Ironicamente, Facebook ha scelto come nome per la propria divisione IA  “FAIR”(corretto), nome che difficilmente alla lunga si rivelerà appropriato.

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