Snapchat, spiegato alle persone che non capiscono Snapchat

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Questo articolo è la libera traduzione di un post apparso su TheNextWeb ad opera di Boris Veldhuijzen .

Snapchat ha un modo tutto suo di stabilire il limite di età per i suoi utilizzatori.

È deciso da un’ interfaccia così confusionaria che puoi capire al volo solo se sei molto giovane.

Lo odio e lo amo. L’ ho odiato perché non ne capivo l’ interfaccia, cosa che mi faceva capire che stavo invecchiando. Lo amo per il suo approccio più che originale.

Proprio questo mi spingeva a cercare di capirlo e di padroneggiarlo. Sono dovuto uscire dai miei canoni per capire cosa rende Snapchat così cool e popolare. 

Ogni fibra del mio essere lo rifiutava nelle prime settimane, e non riuscivo a capire perché i miei figli lo apprezzassero cosi tanto. 

Ora lo capisco, e voglio condividere quello che mi ha fatto cambiare idea su Snapchat, e cosa me lo fa apprezzare.

Da bambino, quando viaggiavo con i miei genitori, portavamo spesso con noi la fotocamera di famiglia. Era un gadget complicato, ed in genere la usava mio padre. Se desideravo una foto di qualcosa,  lo dovevo chiedere, talvolta supplicare.
Ad ogni modo, scattavamo le foto, aspettavamo di tornare a casa, il tempo necessario a sviluppare il rollino.

Quando crebbi, cominciai a comprare le mie fotocamere personali, allestendo addirittura una camera oscura dove sviluppavo da solo le mie foto.

Ogni foto che scattavo aveva un suo valore. Mi era costata soldi, tempo, impegno, ed anche spazio su disco quando in seguito mi avvicinai al digitale.

Anche oggi do un valore ad ogni foto che scatto. So che dovrò decidere se tenerla, modificarla, cancellarla.

Ma ora torniamo a Snapchat. La ragione per cui non lo capivo erano  proprio il mio concetto di fotografia e la mia precedente esperienza con essa.

La fotografia in Snapchat é qualcosa di completamente diverso da tutto quello che avevo visto fino a quel momento.

Ma c’è una storia sulla fotografia che mi ha fatto riconsiderare la mia opinione su Snapchat.

Dieci anni fa un mio amico fece un viaggio in Giappone. Vide che le persone pagavano un tale armato di Polaroid per scattare loro una foto. La guardavano, sorridevano, se la passavano, e poi la lasciavano sul tavolo. Al termine della giornata c’erano questi tavoli con dozzine di polaroid sopra.

Era tanto diverso dal modo in cui solitamente mi rapportavo alla fotografia. Per me la foto ha innanzitutto un valore “storico”. È un modo per “congelare” un momento e conservarlo a futura memoria.

Per queste persone invece, la foto funzionava più come uno specchio. Mostrava quanto fossero contente, buffe o ubriache in un dato momento, aveva assolto alla sua funzione e poi veniva scartata.

All’ inizio non mi sembrava molto sensata come cosa, ma questa storia mi venne in mente quando provavo a capire Snapchat. Chiesi a mia figlia di 14 anni quale pensava che fosse la differenza fra pubblicare una foto su Instagram o su Snapchat.

La sua risposta: “Instagram è per fare colpo sulle persone. Scegli un momento della tua vita, aggiungi un filtro, commenti, e speri che il resto del mondo sia impressionato. Snapchat non e niente di tutto ciò . È “reale” e senza filtri.

Non ho capito davvero cosa intendesse finché non ha cominciato ad interagire con me attraverso Snapchat. Ora, ogni mattina al risveglio ed ogni sera mi manda uno Snapchat. La mattina scrive “GM” (acronimo di Good Morning, Buon giorno) e la sera ricevo “GN” (Good Night, Buona notte). Le foto ritraggono semplicemente  ciò che vede. A volte lo schermo è completamente scuro, a causa del buio nella stanza. Altre .volte la foto è sfuocata o mossa. Queste foto non nascono per essere conservate. Non sono belle o degne di nota. Non hanno un valore “storico”. Rappresentano soltanto ciò che lei vede, i suoi sentimenti e che lei vuole condividere con me. Nessun “vanto”, ne voglia di stupire, nessuna espressione artistica.

Ora, sarebbe facile etichettarlo come insensato. Vuota comunicazione. Irrilevante. Alcuni potrebbero dire “che cosa superficiale! Perché non ti parla semplicemente? Và da lei ed abbracciala!”

Ma noi questo lo facciamo già . Abbiamo bellissime conversazioni, al termine delle quali io l’ abbraccio, poi lei va nella sua stanza per addormentarsi, e dopo 5 minuti io ricevo la sua GN.

Penso che ciò abbia una qualità simile a quella zen, e che ciò non vada trascurato.

I ragazzi che usano Snapchat imparano ad amare il momento. Hanno trovato un modo puro, candido di condividere con gli altri le proprie emozioni, esperienze ed anche i momenti di noia. 
Sono andati oltre alla “pesantezza” che noi adulti associamo alla fotografia. Si sono evoluti, e per noi “vecchietti” è difficile stare al passo.

Onestamente penso che le persone che usano Snapchat facciano un miglior uso della fotografia rispetto a molte persone della mia età che non ne fanno. 

Ho visitato la torre Eiffel alcuni mesi fa ed ero circondato da persone che scattavano fotografie giravano video, oltre a moltissimi selfie.

Questo non è affatto un male, ma se invece di provare ad immortalare, “congelare” questa esperienza non ci si concentrasse sul momento stesso? Invece di pensare a come dare una “cornice” alla torre non sarebbe meglio chiudere gli occhi ed immaginare le migliaia di lavoratori che trascinano barre d’acciaio su scale di legno? Immaginate il peso dell’intero lavoro, il suo costo, il suo sacrificio umano? 

Non sarebbe quindi bello pensare a come vi fanno sentire questi pensieri,  e di comunicare questa sensazione ai vostri cari qui e adesso?
La prossima volta che visiteró la torre Eiffel la condividerò attraverso Snapchat. Non penserò a come vorrei che apparisse. 

Riprenderò me stesso camminare in giro per la torre, e poi muoverò la camera in modo da poter mostrare quanto è alta. Poi punterò la camera sul mio viso per mostrare quanto ne sono impressionato. E poi manderò il tutto ai miei amici, Che ne godranno per alcuni secondi dopodiché queste immagini spariranno per sempre e tornerò a rivivere il momento finché sarà passato. E probabilmente è questo il modo in cui dovrebbe essere vissuto.

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